La funzione muscolare

La funzione muscolare della struttura del corpo dell’uomo a 360°
L’identificazione della struttura umana, quale evoluzione della specie ci porta a valutare la struttura stessa dal grembo materno, dove la struttura era un tutt’uno non avendo la possibilità di respirare. Dal momento che si sposta dal chiuso allo spazio più grande inizia il movimento vertebrato. Possiamo confrontare il suo essere a quella piccola struttura che rappresenta il virus o il batterio etc.. La struttura umana la più terrestre in natura per le sue dimensioni in lungo, in largo e con uno spessore a 360° si fortifica iniziando il movimento respiratorio dall’alto in basso con una distribuzione che esprime la fisicità della testa attraverso i sensi, nella sottostante zona del petto dove vengono spostati gli organi per il passaggio del respiro per poi giungere alla zona bassa del bacino con una forza centrale, il suo asse e periferica fino agli arti superiori e inferiori; il tutto la struttura lo vive con l’appoggio che meccanicamente la espande e non trattiene il movimento respiratorio. La struttura del bambino infatti si muove in modo innato assolvendo quella funzione a cui è preposta: tre mesi si sposta strisciando con una forza tutta al centro (centripeta) entro i sei mesi si espande dal centro alla periferia degli arti e ne autonomizza le zone della testa, del petto, del bacino. A nove mesi usa gli arti flettendoli e allungandoli muovendosi a 360°, prona, supina e lateralmente a destra e a sinistra per poi portarsi a quattro zampe e da un anno in poi su due piedi. Il movimento perciò è fisiologicamente innato, vertebrato ma dal momento che la struttura sosta su due piedi il peso di gravità non viene rispettato per il tempo di abuso non sostenuto dall’appoggio dei due piedi per cattiva distribuzione che essa deve mantenere.Quelle tensioni di cui sempre parliamo sono da attribuire all’appesantimento non smaltito della funzione muscolare motoria che avrebbe bisogno di interruzione con il riposo di cui si puo avvalere con le posizioni di abbandono e con il passaggio del respiro.

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