Anita Rubino

Anita Rubino nasce a Omignano (SA) il 09/07/1942 da padre musicista e madre casalinga. Frequenta l’istituto magistrale Marconi di Vallo della Lucania dove incontra il suo futuro marito, l’insegnante di storia dell’arte e disegno Giuseppe Apolito.

Insegna a Salerno e a Roma in vari istituti, dalla scuola speciale a quella dei normo-dotati, alla serale di Alberto Manzi. Dal matrimonio nascono Cesare, Marilena e Gianluca, con i quali vive a Roma fino al 2003. Nel periodo dai 14 anni ai 33 anni di età la sua salute precaria somatizza in varie patologie, dal reumatismo articolare acuto al tumore al seno (mai operato). Inizia per Anita un percorso di identificazione del suo star male, con momenti negativi anche nell’ambito psichico, fino alla scoperta delle leggi che la portavano a regredire, ma che le fortificavano la posizione eretta: i momenti di insicurezza in piedi, le analisi di creatinina alterata, il suo fegato ingrossato e i suoi noduli andavano gradualmente migliorando, fino a scomparire per mai ripresentarsi.

Comincia a ripercorrere le fasi antecedenti la posizione eretta: il respiro fluiva adesso più liberamente, le crisi di panico si diradavano senza l’ausilio di alcun farmaco né psicoterapia, ma  riportandosi semplicemente alle leggi innate della  fisicità del suo corpo e perciò valutando il suo sé da un punto di vista strutturale.

Anita arriva ad appropriarsi dello stato di buona salute. Spesso, durante le pause, si ritirava lontano dalla classe per ricreare, con l’abbandono del suo corpo, quella capacità di stare in piedi che le veniva a mancare, fino a ripetere tale rituale ogni qualvolta sentiva il suo equilibrio precario. 

Anita comincia, quindi, a mettere insieme le fasi comuni a tutti che caratterizzano la posizione eretta, dalle quali approda al concetto di regressione necessaria. Muovendosi con istintiva volontà di quella fisicità repressa, ma che le apparteneva, l’insegnante sente adesso il bisogno di trasmettere tale conquista anche alle persone più vicine a lei. Erano gli anni Ottanta, quando ancora faceva parte di ambienti della Roma bene, ma che cominciavano ad andarle stretti per la monotonia della vita mondana fatta perlopiù di apparenza. Al contrario, Anita sentiva il bisogno di ritrovare sé stessa con momenti di solitudine e di propriocezione, fondamentali per poter ritrovare il piacere del vivere sociale. 

La Rubino lascia, quindi, la scuola e la vita mondana per fondare l’associazione Po.De.Co – Poteri Del Corpo dove elabora il Metodo Omonimo. Contestualmente conosce la zona di Saturnia di cui si innamora e che inizia a frequentare ogni fine settimana, per ritrovare quegli elementi che fanno parte di quel fuori di sé e che apportano un ulteriore miglioramento nella sua vita sociale                                    . 

Nel 2003 sposta la sede dell’associazione, che era primariamente a Roma in viale Mazzini, in Grosseto dove, per un anno e mezzo, continua i corsi con esperienze molto positive per la formazione dei suoi soci.

Dal 2004 definisce la sua residenza in Manciano (GR), un paesino di circa 4000 abitanti a pochi minuti dalle acque termali che frequenta a tutt’oggi quotidianamente d’inverno, mentre d’estate si sposta per un’ora al giorno al mare. 

Nel 2014 esce il libro “Questo mio ambiente corpo” pubblicato dalla Laurum editrice insieme alla riedizione dell’opuscolo del metodo.

Ogni giorno Anita scarica le tensioni della struttura con l’educazione allo spostamento fisiologico della colonna vertebrale che è diventato il fulcro della sua metologia, tant’è vero che oggi a 73 anni, seppur con la sua età, il suo corpo è mobile, dimostra un portamento giovanile e un’agilità armoniosa, senza fare nessuna dieta o utilizzare accorgimenti che non derivino da imposizioni che non siano dettate da un’istitintività che conserva la sua fisicità.

“Sono una drogata della mia acqua; quella fetale di Saturnia di inverno e quella del mare in estate, dell’aria che respiro all’aperto, della terra che non solo con i piedi calpesto, ma con tutto il mio corpo” – afferma Anita in una recente intervista per un quotidiano. Negli anni la Rubino è stata ospide in molti canali televisivi e in Radio, dove ha dichiarato di non assumere alcun farmaco: ” da oltre trentanni non ho neanche un mal di testa;  sto bene perchè ogni sera rimetto in ordine la mia struttura liberandola con il respiro e l’azione del suo percorso”.

Lontana da schiavitù mentali, Anita non si crea il problema di sporco e pulito, perciò l’utilizzo di detersivi è lontano dal suo modo di pensare, però usa molto le erbe del suo giardino, rientrando in quel concetto di risparmio utilizzando al meglio le risorse fornite dalla natura, senza però sprecarle. 

Anita mangia di tutto e da molti anni si prodiga, con il lievito naturale, a farsi il suo pane quotidiano. Non segue nessuna etica legata a mode o qualunquismi, ma soltanto ad esperienze della sua mente propriocettiva che oggi le appartiene sempre di più.

Oggi Anita forma varie tipologie di operatori della salute:

1-educatore della struttura olistica (ginnastica innata del corpo dalla posizione sdraiata a quella eretta nel portamento e nel movimento del camminare);

2-operatore sulla struttura vertebrata (stimolazione dei punti attivi della muscolatura della colonna vertebrale);

3-il salutista (utilizzo dell’attrezzo “Io colonna vertebrale” riassuntivo del metodo, capaci di aggregare diverse tipologie di utenza, dalla scuola ai condomini, ad iniziative di apertura di punti ricreativi che ogni persona può svolgere come lavoro vero e  proprio).