Metodo Rubino

PERCHE’ LA MENTE DELL’UOMO CIVILIZZATO VIVE MALE NEL SUO CORPO?

Abuso della posizione eretta

Il metodo Rubino è il primo ad introdurre il concetto di struttura e a considerare le diverse patologie e malattie oggi conosciute, come degenarazioni della stessa struttura intesa principalmente come sistema respiratorio (movimento primario interno) e muscolare centrale della colonna vertebrale (movimento secondario esterno della struttura portante nel suo “ambiente-corpo”). Pertanto la struttura centrale portante è la colonna vertebrale e i suoi spazi, mentre le periferie sono gli arti a cui viene trasmeso il lavoro del centro, Per questo è così importante ripercorrere la formazione della struttura vertebrata che su due piedi perde la sua funzione muscolare in espansione e quindi la sua energia vitale che si esprime con una fisicità attiva nello spostamento centrale e periferico: spazio e tempo nel corpo. Per il Metodo Rubino, quindi, il movimento è vita dalla prima immissione di aria alla nascita (il vagito), all’interruzione del respiro (morte).

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Tutti gli squilibri e gli appesantimenti della funzione motoria-muscolare e di cattivo utilizzo del respiro, che bloccano le zone che caratterizzano la struttura vertebrata, tendono ad atrofizzare e a restringere lo spazio dove risiedono gli organi interni per l’azione che i muscoli hanno di contrarsi e decontrarsi. il mantenimento della posizione eretta, se la funzione non vassolve la funzione di decontrazione (con l’abbandono della struttura), essa somatizza in contrazione profonda (blocco o alterazione).

L’orientamento prevalente definisce malattia o patologia di una o più parti del corpo ciò che per il metodo rubino è un appesantimento della struttura nel momento in cui non vengono rispettate le funzioni primarie del riposo, ma anche del movimento inteso come espandione della struttura appoggiata a 360 gradi, movimento assimilabile a quello strisciante del corpo bambino che, attraverso i diversi momenti, dalla nascita al raggiungimento dell’anno di età, lo hanno portato in posizione eretta potenziando la spinta a stare in piedi (forza centrale che si espande alle lateralità connesse al centro e consequenzialmente alle periferie o arti).

Quei momenti – che hanno caratterizzato gli stadi di acquisizione del movimento della struttura vertebrata lunga, larga e con uno spessore a 360° – hanno fortificato la struttura stessa per potersi mantenere su due piedi.

Su due piedi, tuttavia, il tempo di sopportazione ha un limite variabile da corpo a corpo, a seconda della struttura che possiede. Lo sviluppo delle tensioni e, a lungo andare, di vere e proprie degenerazioni che la medicina allopatica definisce appunto malattie, è la conseguenza, quindi, della sopportazione dello stress e di posizioni innaturali che assumiamo semplicemente vivendo in una società civilizzata, dove l’imperativo comune è la produzione lavorativa. Per questo motivo Annita rubino ha introdotto il concetto di “Sintomi di Una causa”. Causa che, tuttavia, intesa come appesantimento della struttura, può essere sempre affrontata considerando che ogni struttura deve riportare l’equilibrio del respiro spostandolo in tutte le zone; il respiro porta in espansione dall’interno la struttura stessa che, contestualmente si riporta in equilibrio espandendosi a sua volta nello spazio che la circonda. Ciò avviene impiegando il tempo fisiologico necessario al compimento del movimento che si attua in posizione di appoggio sdraiata spostandosi sulle quattro posizioni che creano lo spessore a 360° con l’appoggio anteriore, posteriore, laterale destro e laterale sinistro della struttura.

il movimento vertebrato, quando il corpo sosta con l’appoggio delle parti, assurge al ruolo primario della colonna vertebrale, unica e capace di creare equilibri e rinforzarsi distribuendo il peso dal centro alla periferia quindi liberando le tensioni perchè non costretta a combattere con la forza di gravità.

Secondo l’innovativo orientamento del metodo Rubino, le tensioni impoveriscono la struttura nella funzione dello spostamento facendo “impazzire” gli organi interni. Tale processo è sempre più comprovato sulle persone che applicando con costanza il metodo, hanno visto invertire questo processo degenarativo. riportando al movimento innato lgli spazi intervertebrali si crea mobilità tra le vertebre. Infatti, il bambino, diversamente dall’adulto non ha bisogno di educazione in tal senso poichè è innata la capacità di abbandono e di riposo.

il Metodo Rubino ripercorre con una ginnastica NON intesa nell’accezione comune del termine, ma con un’educazione propriocettiva (ex-ducere), che fa parte del percorso che la struttura del corpo impegna nel movimento più completo e complesso che è dato dall’armonizzarsi di spazio e tempo, il processo evolutivo della specie.

La struttura del corpo umano è una espressione letteraria allorquando la esprimiamo in concetti parlati. E’ fisica nel momento in cui interrompiamo il concetto verbale, identifichiamo il movimento come azione vitale dall’inizio alla fine della vita ed eliminiamo l’espressione bambino e adulto, per concludere che la fisicità ci appartiene in questo circuito che è il percorso strutturale, quale evoluzione della specie, che porta la struttura a mantenersi eretta nello spazio. Per il metodo Rubino non esiste, quindi, il bambino, l’adulto o l’anziano nella loro accezione comune, perchè un corpo attivo non dipende dall’età che possiede, ma dall’aver mantenuto l’evoluzione della sua struttura con la presa di coscienza del suo sé .

homo erectus si, ma con la coscienza del sé espressa dalla mente che si appropria del suo corpo e ne gestisce la sua fisicità primaria che non si esprime in un’estetica per gli altri, ma in quella tipologia che caratterizza la buona salute.

Se la mente dell’homo erectus ripercorresse quello che fa parte di lui, mettendo da parte ciè che è artefatto (fuori di sé) e si concentrasse sul sé che gli appartiene nel circuito, manterrebbe gli equilibri nel sé e nel fuori di sé  nel rispetto della natura.

IL METODO PONE L’ATTENZIONE SULLE FINALITà CHE CHIARISCONO IL CONCETTO DI STAR BENE CREANDO LA COSCIENZA DI QUEL Sé APPARTENENTE ALL’UOMO INTESO COME UNITà INSCINDIBILE CAPACE DI AUTODETERMINARSI E AUTOFFERMARSI, SE PERSEGUE GLI INTENTI CHE FINALIZZANO LA BUONA SALUTE.

Il metodo Rubino è unico nella valutazione dell’utilizzo della struttura innata del corpo nelle funzioni che lo caratterizzano. Il movimento non è ginnastica senza identità, non è sport o qualunque artificio della società, è l’azione respiratoria e muscolare naturale che si rapporta alla natura con un ritmo cardio-respiratorio commisurato al percorso nelle zone che attraversa.

LA FISICITA’ REPRESSA RIVIVE NEL METODO RUBINO

L’identità fisiologica dell’uomo di oggi si sta progressivamente indebolendo poiché egli non utilizza la propria fisicità in una società che tende ad automatizzare i suoi pensieri ed i suoi spostamenti corporei e strutturali.

Si può quindi affermare che l’uomo moderno è mente, non corpo.

Lo spazio è il corpo, il tempo è il percorso del respiro.

Spazio tempo è il circuito della struttura umana con l’attivazione del respiro che la percorre (movimento vitale). Tale pratica porta alla coscienza del sé nel proprio corpo, rimettendolo in equilibrio e allo stato di benessere, partendo dalla considerazione del potere del corpo umano di assolvere la buona salute.  Per il Metodo Rubino, per la prima volta, si parla di uomo non come espressione letteraria, ma quale struttura che esprime la buona salute nella fisicità attiva che caratterizza il percorso comune a tutti, che va dalla nascita col vagito (immissione dell’aria) all’interruzione del respiro (fine della vita).

Il Metodo Rubino vuole portare ciascun individuo all’autoaffermazione del sé identificandolo nella fisicità che gli appartiene da sempre, ma che dimentica nella sopportazione del lavoro produttivo in posizione eretta (l’abuso).

Il Metodo Rubino prende in considerazione come liberarsi delle tensioni in maniera innata e fisiologica per sviluppare e mantenere la propria identità, alla base del vivere bene nell’ambiente-corpo (il sé) e nell’ambiente esterno (il fuori di sé: l’ambiente e il sociale).

Quindi lo star bene appartiene all’uomo come anche lo star male.

Il Metodo Rubino parte dalla considerazione che ogni struttura – uomo, evoluzione della specie in posizione eretta –  possiede un circuito che include e integra, uno dopo l’altro, i momenti che lo caratterizzano.

Il circuito è lo spazio e il tempo che espande la struttura, attraversandola con il movimento respiratorio. Spazio e tempo si fisicizzano nella struttura umana con la caratterizzazione degli stadi della specie evoluta che vitalizzano e realizzano la posizione eretta.

Uno dei concetti fondamentali del Metodo Rubino è quello di espansione della struttura, che si esplica ripercorrendo a ritroso le fasi (stadi evolutivi) durante le quali la struttura da sdraiata (il corpo bambino nei primi mesi) si porta in posizione eretta (il bambino entro l’anno).

Tale posizione è nell’adulto abusata dalle consuetudini della società produttiva, tecnologica e tecnocratica le cui finalità si riducono al mero consumismo.

Nella società di oggi, infatti, l’uomo perde la coscienza di quel sé innato nelle funzioni che, dal bambino all’adulto, sono strumentali e preparatori all’evoluzione. Tali funzioni, quando non sono più attive per il cattivo utilizzo del corpo, somatizzano in malesseri e malattie etichettati in vario modo. Bisogna riattivare quelle funzioni interrotte per rimettere in azione il circuito mediante quel processo retroattivo che ripercorre gli stadi evolutivi della crescita. Questo è il messaggio del Metodo Rubino: la struttura del corpo è sempre possibile di attivazione.

Il metodo ha portato all’identificazione della struttura-uomo.

Se  invertiamo il processo di evoluzione,  arrestiamo la degenerazione della struttura.  Abituiamoci a percepire il nostro momento di stress, perché esso non va sopportato, ma affrontato mettendo in atto le potenzialità che ciascun corpo possiede. Non cerchiamo la salute nelle cose che non ci appartengono, noi siamo la buona o la cattiva salute!

> Anita Rubino

Anita Rubino nasce a Omignano (Sa) il 9 Luglio 1942. Dopo aver insegnato nelle scuole elementari di Roma per 22 anni, lascia la scuola e fonda, nel 1988, l’associazione Po.De.Co, che si occupa di cultura olistica…

Anita Rubino

Anita Rubino nasce a Omigliano (Sa) il 9 Luglio 1942. Dopo aver insegnato nelle scuole elementari di Roma per 22 anni, lascia la scuola e fonda, nel 1988, l’associazione Po.De.Co, che si occupa di cultura olistica…

Apprendere il metodo

Incontro salutistico con Anita Rubino sul tema:

La fisicità della struttura umana, unica e capace di spostarsi su due piedi si sta sempre più impoverendo …

Programma

  • Venerdì 14 giugno ora 18.00-20.00
    Identificazione della struttura vertebrata umana nelle zone che la compongono.
  • Sabato 15 giugno ora 9.00-12.00
    Concetto di espansione: Impostazione del corpo nello spazio da eretto asdraiato, peso di gravità distribuito nelle 4 posizioni per lo spostamento dellastruttura dal centro alla periferia.
  • Domenica 16 giugno ora 9.30-12.30
    Utilizzo del Metodo e dell’attrezzo antistress, massaggio- stimolazioneprofonda su tutta la struttura a 360°.
maggiori informazioni

Dove siamo

(+ 39) 3402322741
anita.podeco@gmail.com

La nostra sede si trova a Manciano, “La Spia della Maremma”, splendido comune della Maremma Toscana, celebre per le sue Terme e Cascate Naturali, che si trovano nella vicina frazione di Saturnia. Le cascate naturali di Saturnia, le “Cascate del Mulino” sono le terme libere più belle della Toscana, un luogo di puro benessere e relax, dove le acque solfuree termali hanno scavato nella roccia creando delle vasche naturali in cui immergersi e godere delle incredibili proprietà benefiche e curative dell’acqua di Saturnia. Tutto intorno solo la natura incontaminata della Maremma… un vero spettacolo della natura!